Maserati New Grancabrio e Grecale: primo contatto

Maserati compie 100 anni e, invece di mettermi in apprensione per capire bene quale regalo potrei farle, il team del Tridente fa a me un “super gift”: mi invita a provare, in anteprima, la rinnovata gamma di GranCabrio e Grecale.
Inizio col dire una cosa. Ci sono Case Automobilistiche che fanno auto eccezionali. E poi ci sono case automobilistiche che, oltre a fare auto eccezionali, colpiscono dritto al cuore.
Questa, per me, è Maserati che, con le nuove GranTurismo e GranCabrio, continua a migliorare quello che è il suo prodotto più sensuale e raffinato di sempre.
A differenza di quello che potreste aspettarvi, ho rifiutato di provare le versioni più performanti (Trofeo e l’elettrica Folgore) per fare spazio a quelle intermedie — GranCabrio da 490 CV e Grecale Modena. Volevo capire una cosa sola: se le migliorie introdotte, che sembrano rivelarsi determinanti proprio in questa fascia, bastano per farle preferire alle mitiche Trofeo.
Entrambe portano le modifiche più interessanti — e, diciamolo, più discusse — rispetto alle versioni precedenti. Il che significa una cosa semplice: Maserati ha ascoltato i propri clienti e il team di sviluppo si è mosso nella direzione giusta per alzare l’asticella della qualità.

Ma partiamo dalla guida open air della GranCabrio.

New Maserati Grancabrio

Potenza  490 CV – Prezzo da 163.800 euro

Guidare la  GranCabrio lungo la splendida cornice che sale verso il Collio è un’esperienza piena di vibrazioni positive. Un po’ perché trasmette perfettamente l’animo della GT (leggi “Grand Touring”) moderna. E questo lo si percepisce ancor prima di salirci a bordo, attraverso il suo design. Lo sguardo è irresistibilmente attratto dalle bocchette laterali triple, i fanali verticali full lead e l’iconico tridente sulla calandra. Il nuovo frontale è stato interamente riprogettato e ispirato alla MCPura, con l’effetto sharknose che dà alla vettura un carattere decisamente più aggressivo. Non si tratta, però, solo di un concetto estetico (che funziona molto bene) ma, soprattutto, di una migliore gestione del flusso attorno alle ruote ed un incremento  della deportanza anteriore.

Maserati New Grancabrio e Grecale: primo contatto

È un’auto che si gode, punto. Ha numeri da supercar, ma a capote giù ti fa subito venire la voglia di andare piano, non necessariamente forte — di ascoltare il motore, invece di rincorrere il cronometro. Si, è lui uno dei protagonisti appena la metti in moto: il V6 Nettuno (3.0 litri Twin Turbo) non è più educato, ed è proprio sulla Cabriolet che arriva la sorpresa più bella.
Anche in modalità GT, quella che userete più spesso, il sound riempie l’abitacolo; e quando passi a Sport diventa quasi fisico, ti entra nel petto prima ancora che nelle orecchie.
A ulteriore vantaggio dell’efficienza, il motore è dotato di disattivazione dei cilindri.
Il posizionamento del differenziale anteriore in linea con il motore consente, inoltre, di abbassare il baricentro e avvicinare le masse al centro della vettura, con benefici diretti sulla dinamica.

E qui torna il tema del peso: sulla carta la Cabrio dovrebbe sentirsi più pesante e pigra della coupé. Invece no. L’ho guidata, sul serio, e la sua agilità “smentisce” i numeri sulla bilancia — merito di come Maserati ha distribuito i pesi lungo il telaio. Sul misto delle colline triestine, con la strada che sale e scende senza tregua, si sente esattamente questo: non si scompone o protesta mai e, nonostante le sue dimensioni, al volante sembra sempre più compatta di quello che realmente è, soprattutto quando la spingi.
L’impianto frenante  è strettamente derivato da quello della MC20 ed ha una corsa corta ed immediata, in puro stile race. I nuovi cerchi Tridente allargano la carreggiata di 10 mm e le sospensioni pneumatiche e la trazione integrale le permettono di riscrivere i confini tra prestazione e comfort. Pensate che è stata introdotta anche una nuova modalità Country, che alza l’assetto di 20 mm per affrontare con tranquillità fondi sconnessi fino a 120 km/h.

È proprio questo dettaglio che fa la differenza in una cabriolet vera: la comodità.
In autostrada, nonostante la capotte in tela, risulta silenziosa e ovattata come una camera di un hotel 5 stelle; e questo anche a velocità sostenuta — merito dell’ottimo lavoro fatto sull’acustica. Anche in caso di pioggia torrenziale (avete presente i tornadi? Ecco, non ci siamo fatti mancare nemmeno questo, durante il nostro test drive) tutto rimane perfettamente asciutto. L’unica cosa che non ho molto amato, è l’apertura e chiusura (14 e 16 secondi, fino a 50 Km/h trascinando e tenendo premuto, con un dito, una barra dal lato destro al sinistro e viceversa) che avviene tramite un comando touch sul confort display centrale.

In una situazione di emergenza, tipo il temporale estivo improvviso che abbiamo incontrato, può creare un po’ di panico ed un pulsante sarebbe risultato decisamente più semplice e veloce da azionare. Poi adotta, finalmente, il neck warmer (lo scaldacollo che consente di viaggiare con la capote aperta anche quando la temperatura si abbassa) ed è completamente personalizzabile attraverso le configuraizoni Bespoke del programma Fuoriserie, da cui vale assolutamente la pena di attingere. Ne ho vista una con il “Maxi Tridente” disegnato sopra. Irresistibile e glamour!

All’interno si percepisce passione per i dettagli, materiali di lusso e qualità straordinaria.
Spicca il nuovo volante ispirato al mondo delle corse, con geometria a parti piatte superiore e inferiore e razze in alluminio scuro satinato; peccato sulla 490 CV sia solo disponibile in pelle traforata; io opterei per quella con inserti in Alcantara, di serie su Trofeo e Folgore.
Il Maserati Digital Clock — primo orologio digitale nella storia del Tridente — si rinnova con corona in metallo, forma ottagonale e grafica completamente riprogettata, aggiungendo la funzione di pop-up per i cambi di modalità di guida. Datemi retta, lasciatelo sull’ora. È molto cool!
Completano il quadro, il selettore PRND, che si rinnova con comandi tridimensionali in metallo pregiato e con l’illuminazione integrata (prima era piatto e un po’ soggetto all’usura) e le leve al volante in alluminio scuro satinato (di cui Maserati fa sempre scuola, per dimensioni e posizionamento perfette), che acquisiscono una nuova funzione per semplificare la manovra di parcheggio. In “R” potete utilizzarle per passare velocemente da D a R, durante le piccole manovre a bassa velocità. Vi assicuro che funziona!

L’interfaccia digitale – le cui le grafiche sono state rinnovate – combina display centrale da 12,3”, Comfort display da 8,8” per i controlli clima e cruscotto da 12,2” personalizzabile e l’head-up display, che proietta sul parabrezza velocità, mappe e indicazioni stradali. Il nuovo sistema di monitoraggio della stanchezza, affidato a una telecamera integrata in modo poco appariscente nella plancia, rileva in tempo reale distrazione e affaticamento del conducente. Fortunatamente un pulsante touch esclude, con un solo click (da fare, però, ogni volta l’accendete) gran parte di questi fastidiosi avvisi. Infine, volete mettere la gioia di poter condividere tutto questa spaziosità interna, con quattro veri amici?

Maserati New Grancabrio e Grecale: primo contatto


New Maserati Grecale Modena V6

Potenza  330 CV – Prezzo da 92.900 euro

C’è una notizia che farà felici gli appassionati veri del SUV del Tridente: la Grecale Modena, finora il gradino di mezzo della gamma, guadagna un cuore che prima era riservato solo alla sorella maggiore, ossia la Trofeo. Un V6 Nettuno depotenziato, sì, ma con tutto il carattere e — soprattutto — tutto il sound rimasti intatti. Fantastico, vero?
C’è del tempismo perfetto in questa mossa. Più cavalli, più rumore, più voglia di guidare. Un prezzo di ingresso al mondo V6 sceso.

Maserati New Grancabrio e Grecale: primo contatto

Il percorso, lo stesso di GranTurismo e GranCabrio, non fa sconti: autostrada, tornanti, salite e discese tra il Friuli e la Slovenia. Ed è lì che la Modena V6 mi toglie ogni dubbio: un SUV premium solido, che merita molto più credito di quanto il mercato — schiacciato dalla Macan — gli abbia dato finora.

Aprire le portiere significa entrare in un mondo fatto di comfort ed eleganza: materiali pregiati valorizzano le superfici, insieme alla ricerca di grafiche e cromie uniche, che prendono spunto dalle radici del Brand e dal territorio, reinterpretando le lavorazioni uniche del made in Italy.

Maserati New Grancabrio e Grecale: primo contatto

L’accelerazione è uno dei tratti più sorprendenti: da 0 a 100 in circa 4.9 secondi, ma non è un numero che ti sbatte contro il sedile in modo brutale — è una spinta pulita, continua, quasi elegante, senza mai quell’attimo di esitazione che tradisce un motore in affanno.
Sali di giri e il propulsore risponde subito, senza cercare la coppia, senza tentennare.
Non ti viene mai voglia di chiedere di più, non senti mai la necessità (se non per un senso di prestigio) di sostituirla con qualcosa di ancora più potente.

Maserati New Grancabrio e Grecale: primo contatto

Il bello è proprio questo: rispetto alla Trofeo, la Modena V6 ha meno cavalli sulla carta (390) ma in strada la differenza non si percepisce più così tanto. Il sound resta pieno, presente, quello vero — non un’eco elettronico pompato dagli altoparlanti. E la ciambella al centro di tutto, il volante “racing-inspired” ridisegnato per il MY27, con quella corona in metallo vero al posto della plastica, ti ricorda ogni volta che hai in mano qualcosa di diverso dal solito SUV di lusso.

Quello che colpisce, guidandolo, è come Maserati sia riuscita a tenere insieme due anime opposte: la voglia di divertirsi in curva e la comodità di un SUV che puoi usare ogni giorno, con quattro posti veri, un bagagliaio da 570 litri e un cambio automatico che nel traffico riparte senza farti mai sentire in ritardo. Un handling superiore garantito da un aggiornamento delle modalità di guida che sanno adattarsi in modo versatile ad ogni contesto e stile di guida. È il concetto che Maserati stessa chiama “l’eccezionale quotidiano” — e guidandola tra le curve slovene, capisci che non è solo uno slogan.

Quindi, attenzione, la Grecale Modena V6 non vuole rubare la scena alla Trofeo, anzi, diciamo che proprio non ne ha bisogno, visto che va cercando (probabilmente) nuovi acquirenti.
È l’auto giusta per chi vuole il piacere di un vero sei cilindri Maserati senza dover, per forza, sottostare a tutte le limitazioni legate all’acquisto (più impegnativo, non solo economicamente) del top di gamma. Inoltre offre la massima abitabilità della sua categoria e interni di dimensioni full-size in un SUV di segmento medio.

È perfetto per chi desidera un mezzo che sale in montagna e ti fa sorridere ogni volta che tocchi l’acceleratore, ma che poi ti porta anche a fare la spesa (con un piano di carico regolare, un cargo box sotto e i sedili posteriori abbattibili intervenendo dal bagagliaio stesso) e ti fa tornare a casa la sera senza farti mai pentire di nulla. Il pianale Giorgio — lo stesso di Giulia e Stelvio, aggiornato — regala una tenuta di strada che fa dimenticare che stai guidando un SUV. Sale, scende, curva stretta dopo curva stretta sui tornanti sloveni, e la Grecale non protesta mai. E proprio per questo la mia sorpresa è stata grande!

Maserati New Grancabrio e Grecale: primo contatto

In conclusione, sono molto felice di aver potuto partecipare, in modo così attivo, a questo importante compleanno. Ora credo di aver ben chiaro quale potrebbe essere il mio regalo per questo meraviglioso team Maserati: dare a voi che ci leggete la certezza che si tratta di un gruppo di donne e uomini che amano il marchio per cui lavorano, e lo fanno con impegno e dedizione. Questo si percepisce in modo chiaro e viscerale guidando le vetture che hanno realizzato.
Qualcuno, tra i colleghi giornalisti, mi ha chiesto perché ci sia ancora quella bandierina italiana sopra la scritta GranCabrio, all’interno della GT. La risposta è semplice: sono i clienti stranieri a richiederla, consapevoli di cosa significhi il “made in Italy” nel mondo.
Loro lo sanno. Noi, a volte, ce ne dimentichiamo.
Forse è ora di ricominciare a farci conquistare dalla bellezza e di provarla — davvero — prima di lasciarci tentare, per abitudine, solo dai marchi tedeschi.

Marco Longhini

Giornalista iscritto all'Ordine, insegue da sempre (creando strani incastri) le sue due più grandi passioni, AUTO e MUSICA. Ha partecipato a numerosi corsi di guida performance e si definisce un "car addicted"; a differenza di molti colleghi, però, è più interessato ai pregi e difetti con la loro convivenza, che alla quantità di fumo che sono in grado di generare dalle ruote posteriori. Vive nell'eterno dilemma: "lusso o prestazioni" ? Fondatore del Lifersblog (ora casa di villeggiatura) si augura diventi presto il suo domicilio principale...