Divo: una Bugatti ultra limitata, stella nelle curve!

Ne saranno prodotti soltanto 40 esemplari ma, anche potendo, inutile che tentiate di accappararvene una visto che sono già stati tutti venduti alla modica cifra (si fa per dire) di 5 milioni di euro (o giù di li…).
Alla faccia di qualche collega giornalista che si è lamentato del fatto che il blu dei pneumatici non fosse perfettamente in tono con quello degli interni in pelle e Alcantara e della carrozzeria, con sfumatura di una brillante tonalità di blu turchese chiamata “Divo Racing Blue“.

Bugatti Divo

Ma io dico: <<l‘hai guardata bene? Secondo me sei solo geloso del fatto che, oltre a non potertela permettere, beh, molto probabilmente (anche se hai un sacco di follower) Bugatti non te la farà nemmeno guidare, ecco!>>.
L’aggiornamento compiuto con la Divo, infatti, può essere paragonato allo sviluppo complessivo da Veyron a Chiron. Non è cosa da poco o da catalogare (solo) come l’ennesima versione. Avete visto che aspetto estremamente dinamico ha la Divo anche quando la guardate da ferma?

Bugatti Divo

Divo è alimentata sempre dal W16 da otto litri di Bugatti (con una potenza di 1.500 HP), ma l’aerodinamica del modello è stata perfezionata, modificate le sospensioni, i freni e il telaio. Il risultato è una vettura più leggera di 35 kg rispetto a Chiron, e con 90 kg di carico aerodinamico in più. L’accelerazione laterale del Divo è stata aumentata a 1,6 g. e la sua velocità massima è limitata a 380 km/h (al contrario di Chiron, non esiste quindi la modalità Top Speed.. E questo, si, che ci lascia un po’ perplessi).
Lo so, sono solo numeri, ma qui sono importanti e non si possono tralasciare, come ha ricordato anche Stephan Winkelmann, scoprendola al “The Quail: A Motorsports Gathering” a Monterey, in California: “Un ulteriore progetto destinato a emozionare le persone e il mondo“, ha detto Winkelmann “I nostri fan sono molto importanti per noi.”

Quando ho iniziato a lavorare alla Bugatti all’inizio dell’anno – ha aggiunto il Presidente di Bugatti – ho capito che i nostri clienti e i nostri fan stavano aspettando un veicolo speciale. Per questo – ha proseguito – abbiamo deciso di compiere un passo ulteriore oltre Chiron, costruendo una super sportiva che fosse immediatamente riconoscibile come una Bugatti. Con Divo, torniamo alla tradizione della costruzione. La caratteristica fondamentale di questa vettura è la capacità di affrontare le curve grazie a un particolare equilibrio nell’accelerazione laterale“.

Bugatti Divo

La parte posteriore della Divo è dotata di un nuovo spoiler regolabile in altezza, che funziona come un freno pneumatico quando viene ruotato in avanti, ed è impostato su diverse angolazioni per le singole modalità di guida (EB, Autobahn e Handling).
Lo spoiler posteriore ha una larghezza di 1,83 metri (72″) ed è quindi più ampio del 23% rispetto al Chiron. Questo migliora l’efficienza e aumenta le prestazioni del freno pneumatico, oltre a un carico aerodinamico notevolmente maggiore potenziato, anche, dal diffusore posteriore che è stato completamente ridisegnato per una maggiore efficienza e ospita quattro tubi di scappamento.

Bugatti Divo

All Photo by Maria Paola Stola

Credo che questa hypercar omologata come veicolo stradale, che prende il nome da Albert Divo, un pilota francese che vinse due volte la famosa gara Targa Florio sulle strade montagnose della Sicilia con Bugatti alla fine degli anni ’20, passerà alla storia non come una Chiron “più speciale”, magari della Sport, ma proprio come un nuovo modello (limitato ed esclusivo), anche se immediatamente riconoscibile come una Bugatti; infatti la griglia anteriore a forma di ferro di cavallo, la tipica linea della firma Bugatti lungo i lati del veicolo e la caratteristica pinna che definisce l’asse longitudinale del auto vista dall’alto, derivata dal tipo 57 Atlantic, rimangono al loro posto. Mi piace (anche) l’idea che, ancora una volta, ci sia un po’ di Italia all’interno di essa. La Divo, infatti, può affrontare il circuito di Nardò otto secondi più veloce della Chiron.

Marco Longhini

Marco Longhini

Giornalista iscritto all'Ordine, insegue da sempre (creando strani incastri) le sue due più grandi passioni, AUTO e MUSICA. Ha partecipato a numerosi corsi di guida performance e si definisce un "car addicted"; a differenza di molti colleghi, però, è più interessato ai pregi e difetti con la loro convivenza, che alla quantità di fumo che sono in grado di generare dalle ruote posteriori. Vive nell'eterno dilemma: "lusso o prestazioni" ? Fondatore del Lifersblog (ora casa di villeggiatura) si augura diventi presto il suo domicilio principale...