Capricorn 01 Zagato, diventerà realta?

I più attenti estimatori di hypercar esotiche l’avranno sicuramente vista. Con ingegneria tedesca e stile italiano, un’altra hypercar è arrivata. La Capricorn 01 Zagato, con cambio manuale e portiere ad ali di gabbiano. Nel caso in cui il mercato delle hypercar ultra-esclusive, con cambio manuale, raggiungesse il punto di saturazione, cosa distingue la Capricorn 01 dalle concorrenti?
Innanzitutto, può contare su un marchio affidabile. Forse il Capricorn Group non è noto a tutti, ma molti lo conoscono per i suoi componenti motoristici ad alte prestazioni utilizzati, tra l’altro, nelle versioni racing e stradali della 911 GT3. Il gruppo ha collaborato ai programmi di Formula 1 di Lotus e Caterham, al progetto LMP1 di Porsche e alle competizioni endurance di Peugeot. Ha inoltre posseduto per breve tempo il circuito del Nürburgring nei primi anni 2010.
La vettura realizzata non sembra inseguire cifre folli. Sul telaio monoscocca in fibra di carbonio trova posto un V8 da 5,2 litri sovralimentato di derivazione Ford, in grado di raggiungere i 9000 giri/min e sviluppare oltre 888 CV (in attesa dell’omologazione definitiva) con 999 Nm di coppia. Come potenza si avvicina più alla Ferrari 296 Speciale che all’estrema F80.

Capricorn 01 Zagato, diventerà realta?

Il propulsore presenta un sistema di lubrificazione a carter secco progettato su misura, centralina e mappatura personalizzati. Lo scatto da 0 a 100 km/h dovrebbe richiedere meno di 3 secondi, con una velocità massima di 359 km/h. Dato più che fattibile, visto che questa spinta non deve spostare molto peso: Capricorn punta, a secco,  ad un peso di 1200 kg. La potenza viene trasmessa alle ruote posteriori attraverso un cambio manuale a cinque marce (avete letto correttamente) di tipo dogleg, fornito da CIMA. Le sospensioni sono a doppi bracci oscillanti con aste di spinta, barre antirollio, molle e ammortizzatori adattivi Bilstein, con modalità Comfort, Sport e Track.

Capricorn 01 Zagato, diventerà realta?

È presente un sistema di sollevamento su quattro ruote per una maggiore praticità quotidiana, mentre il telaio stesso è descritto come una struttura completa in carbonio “tipo LMP1”, con i telaietti anteriore e posteriore anch’essi realizzati in fibra di carbonio anziché in alluminio o acciaio. L’impianto frenante utilizza dischi in carboceramica con pinze Brembo a sei pistoncini all’avantreno, mentre lo sterzo riprende lo stile della GMA T.50 – assistito a bassa velocità e completamente manuale ad andature superiori per garantire “una connessione puramente meccanica tra pilota, ruote e strada”.

Zagato è un nome che tutti conoscono e qui ha fatto ciò che sa fare meglio – disegnare una hypercar distintiva, sebbene non priva di similitudini con altre vetture. Volendo fare i “pistini”, la silhouette ricorda la Ford GT, un modello più sobrio di Zenvo, mentre posteriormente si notano richiami alla McLaren 750S.  Quel fanale posteriore poi, secondo noi, ricorda anche un po’ la Toyota GR Yaris. I cerchi da 21 pollici sono un design personalizzato Capricorn ed è disponibile anche un’opzione in carbonio.

All’interno, la Capricorn 01 segue un approccio ergonomico simile alla LaFerrari, fissando i sedili alla scocca in carbonio e rendendo regolabili tutti gli altri comandi secondo le dimensioni di ciascun pilota, con pedali e volante mobili. Il design è minimalista con un’attenzione all’analogico e materiali di qualità – pelle Connolly, alluminio fresato, titanio e naturalmente fibra di carbonio. Il volante è rotondo, con due controlli rotativi che racchiudono due pulsanti e i comandi degli indicatori di direzione a sinistra e destra. Gli strumenti sono rigorosamente fisici e una sottile spina centrale ospita la leva del cambio a cinque rapporti. Capricorn si vanta del bagagliaio anteriore da 110 litri con “ampio spazio per i bagagli”.
È prevista una produzione di soli 19 esemplari coupé al prezzo di 2,95 milioni di euro, con inizio della produzione programmato per il primo semestre 2026 presso lo stabilimento tedesco di Capricorn (uno dei quattro che possiede, inclusi quelli in Regno Unito, Italia e Francia). Insomma, al momento sembra qualcosa di più concreto rispetto alle fantasie grafiche in Photoshop in cui si risolvono la maggior parte delle startup di hypercar. Voi che dite?

redazione

Tutti vogliamo che la vita sia meno "grigia metallizzata" e torni il capriccio di sognare a colori; cosa c'è, di meglio, di un bel rombo di un motore?