788HS: l’ultimo capitolo McLaren di una saga leggendaria
Ci sono serie di auto che diventano leggenda, e poi c’è il momento in cui quella leggenda deve chiudersi in bellezza. McLaren lo fa con la nuova 788HS, l’evoluzione definitiva e conclusiva della stirpe di supercar che ha attraversato 720S, 765LT e 750S. Un finale scritto coi fiocchi, verrebbe da dire.

Il nome “High Sport” non è roba da tutti i giorni: prima della 788HS, solo due McLaren avevano avuto l’onore di indossarlo, la MP4-12C HS e la MSO HS. Un badge riservato solo alle espressioni più estreme e speciali della gamma. Come sottolinea Henrik Wilhelmsmeyer, Chief Commercial Officer di McLaren Automotive, l’obiettivo del progetto era regalare un’esperienza di guida viscerale, calibrando alla perfezione prestazioni, sound, dinamica e possibilità di personalizzazione — un finale all’altezza di un’auto tanto amata e celebrata dalla critica.

Sotto al cofano centrale trova posto il V8 4.0 litri biturbo M840T, capace di erogare 777 CV (788 PS) a 7.500 giri, per un rapporto peso/potenza di 614 CV per tonnellata — il valore più alto mai raggiunto in questa serie di supercar. Il peso a secco si ferma a circa 1.265 kg. Le prestazioni parlano chiaro: 0-100 km/h in 2,8 secondi, 0-200 km/h in appena 7 secondi, e una velocità massima di 330 km/h.

Il pacchetto aerodinamico è il più avanzato mai applicato a questa piattaforma, con un incremento del carico deportante del 10% rispetto alla 765LT. Il merito va a un cofano con presa S-Duct, uno splitter anteriore multi-zona, un alettone posteriore attivo rialzato e un diffusore ispirato alla Formula 1. Il tutto, ovviamente, rigorosamente in fibra di carbonio — con la possibilità di richiedere la carrozzeria interamente a vista in finitura lucida o opaca.

Il sistema di sospensioni Proactive Chassis Control III, con configurazione idraulica collegata, riceve una taratura su misura, mentre l‘altezza da terra anteriore scende di 5 mm rispetto alla 750S per un’esperienza di guida ancora più coinvolgente. I freni, con dischi in carboceramica derivati dalla McLaren Senna e pinze anteriori monoblocco a sei pistoncini, garantiscono un feeling al pedale e una capacità frenante di altissimo livello, anche sotto sforzo prolungato. Debutta inoltre il primo sistema di ruote a fissaggio centrale mai montato su questa serie, abbinato ai nuovi cerchi Super Lightweight Forged Alloy.

L’impianto di scarico in titanio a quattro uscite amplifica ulteriormente la voce del V8 biturbo, con un carattere più intenso su tutto l’arco di utilizzo, mentre la calibrazione dedicata dei supporti motore intensifica il legame tra propulsore e guidatore, senza sacrificare l’usabilità quotidiana su lunghe percorrenze.

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