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Mini JCW - 1

Prova su stradaMini John Cooper Works
Challenge Edition

Vogliamo condividere
con te le nostre
"emozioni di guida"

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Prova suSTRADA

Mini John Cooper Works Challenge Edition

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Prezzo: 43.000 € Potenza: 231cv

Test Drive
Mini John Cooper Works Challenge Edition
(prova su strada)

In un mondo automobilistico in cui le versioni numerate sembrano sempre più necessarie, oltre che uno sfizio per pochi, abbiamo deciso che avremmo dovuto trovarne una che rappresentasse, nel migliore dei modi, una piccola “bomba”.

E siccome sapete che a noi del Lifersblog le cose esclusive piacciono, e molto, abbiamo pensato che dovevamo orientare la nostra ricerca partendo da una base sì “normale”, ma anche decisamente “appetitosa” (e, quindi, molto performante).

A questo punto in redazione ci siamo guardati attorno, abbiamo preso un grosso respiro e, come per incanto, abbiamo all’unisono pronunciato:

“Mini”

...E poi, immediatamente dopo:

“John Cooper Works”.

Speciale e numerata!

Il passo successivo (visto che - per ora - pare l’ufficio stampa Italiano del marchio Inglese preferisca non risponderci e interagire solo con “modelli e fashion blogger”) è stato quello di andare alla ricerca di una versione “speciale” e, soprattutto, “numerata” all’interno della sua nicchia di mercato; ancora una volta, dopo qualche discussione legata alla fantastica - ma ormai troppo datata - Mini GP, siamo approdati, in pieno accordo, alla “Challenge Edition”.
Bene!
37 possibilità, ma in realtà non è così (e poi vi spiegheremo il perché), di trovare uno dei possessori Italiani, ovviamente disposto a lasciarcela per qualche giorno al fine di provarla e farci un bello shooting, ci sembravano (è vero) poche...Ma non con un grado di difficoltà da catalogare come “impossibile”.
Tutto a posto, quindi?
NO!
Perché noi (OVVIAMENTE) dobbiamo complicarci la vita e vogliamo sempre il TOP... Che quindi, in questo caso, sarebbe stato guidare la “00”. Ossia, la prima!
E, se vi togliete il gusto di andare un po’ alla ricerca sul web di quei fortunati (detto tra noi: probabilmente “modelli e fashion blogger”) che l’hanno provata in pista al lancio, beh, scoprirete che questa non è mai stata messa in vendita (come è giusto che sia) ed è rimasta in possesso a Mini Italia.
Forse...

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Mini JCW 2

Il trofeo monomarca va su strada...

Intanto dobbiamo dirvi che la serie speciale John Cooper Works Challenge Edition è stata realizzata per festeggiare l'avvio del nuovo Mini Challenge 2016 (monomarca italiano organizzato in collaborazione con ACI Sport) ed è stata proposta sul nostro mercato in appena 35 esemplari.
Perché allora la targhetta in alluminio interna del nostro esemplare “00” (00? ma non era di Mini Italia?) riporta, oltre a una Union Jack a rilievo di colorazione Chili Red, “00”/37?

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Semplicemente perché, se ne masticate di corse, sapete che in ossequio alla scaramanzia non sono (MAI) previste vetture con il numero 13 e 17.

Quindi i conti tornano, anche se uno di voi (sempre fortunato) avrà il numero “37” sulla fiancata sinistra (in tinta “Rebel Green”) di colore bianco.

Noi, ovviamente, abbiamo il numero “00”, perché stiamo guidando proprio quella MINI che volevamo e ci sembrava così impossibile da raggiungere!

Grafiche personalizzate a luce rossa...

Le novità, però, non finiscono qui, come è giusto che sia per una serie limitata e numerata: la Challenge Edition aggiunge grafiche personalizzate che prevedono vivaci dettagli rossi sui paraurti, la Union Jack stilizzata (nella variante rossa, di sicuro impatto) sul tetto e la verniciatura nera della griglia anteriore e di tutte le cornici esterne. Poi c’è la presa d'aria JCW Pro in fibra di carbonio sul cofano, uno spoiler legato al paraurti frontale con Black Band anteriori stampate a iniezione, un diffusore posteriore in poliuretano.
Gli interni, invece, sono rivestiti di pelle Dinamica Black/Red che ricopre i sedili sportivi John Cooper Works; insomma, se siete petrol addicted non è un brutto posto dove stare e va evidenziato come Mini riesca sempre a combinare l’originalità di alcune soluzioni base, con quella sportiva.
Peccato la plancia sia afflitta da qualche scricchiolio di troppo; non ce lo aspettavamo, soprattutto da un'auto così glamour.
L’effetto d’insieme (comunque) non è niente male, anche in una giornata di nebbia e neve come la prima volta in cui l’abbiamo provata: GIUDICATE VOI!

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Ma nessuna potenza in più...

A differenza della sorella da competizione (con motore potenziato a 265 CV) qui, però, non è prevista nessuna modifica per il propulsore 2.0 sovralimentato che rimane da 231 CV e 320 Nm di coppia massima e nemmeno per l'impianto frenante Brembo; la cosa ci delude un po’, visto il prezzo di partenza non certo popolare e (dichiarata la sua derivazione “pistaiola”) avremmo voluto avere, grazie all’assetto dedicato, la possibilità di varcare la soglia dello 0-100 km/h in 6,1” e la velocità massima di 246 km/h.
In fondo è esclusività anche questa, sopratutto per il giovane appassionato (principale cliente) che confronta i tempi sul giro e ama discutere di assetti durante i track day con la sua versione più prestazionale della gamma. 
La Challenge Edition Stradale, però, è dotata di serie dell'impianto di scarico John Cooper Works Pro (dai terminali in carbonio) con controllo della farfalla tramite Bluetooth 4.0 (funzionante con i settaggi Sport e Track). Borbottii e scoppiettii degni dei fuochi pirotecnici durante la festa di S. Giovanni...
E questo, vi assicuro, è gioia per le orecchie!

JCW numerata, ma “per tutti”...

Seduta bassa, gambe ben distese e volante dalle giuste dimensioni.
E’ vero, viene voglia di andare a divertirsi tra i cordoli, più che andare a farci la spesa, ma è bello sapere che potete fare entrambe le cose e può diventare un investimento, oltre che la vostra vettura da tutti i giorni.

Per fortuna al posto dei tre piccoli indicatori supplementari (ancorati alla plancia dietro al volante, in una scelta un po’ discutibile e che rischia di rendere il tutto un po’ disordinato) qui c’è l'head-up display.
La versione limitata, poi, fa sì che, una volta tanto, non ci sia la necessità di farsi ammaliare dalla lista infinita (e costosa) degli optional.

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Il feeling c’è!

Nonostante, dopo la serie R57, si sia un po' imborghesita, crescendo di peso e dimensioni, la Mini riesce sempre a restituire un feeling interessante.
Grazie all'assetto rigido, al cofano motore corto e l'impressione di essere seduti rasoterra, fa sì che si passi veloci da un appoggio all'altro in curva, tirando vere e proprie fucilate in rilascio attraverso il suo doppio terminale centrale.
Su strada la JCW ha temperamento e innesca qualche reazione sullo sterzo nel trasferire la potenza sull’asfalto, sopratutto nei primi metri.
La dinamica di guida, comunque, è divertente ed è tradita solo un po’ dal peso eccessivo e dal classico scivolare del posteriore in rilascio.
Buono l’accoppiamento motore-cambio che, nella “00” è un manuale.
Mica l’abbiamo scelta a caso, no?
Sappiate, però, che la frizione è piuttosto pesante e bisogna inserire con fermezza i rapporti, ma il cambio con la leva (prerogativa unica della "00") sembra proprio la "spezia" giusta per far apparire il tutto più piccante!

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Rende schiavi, ma delizia!

La Mini è un auto che richiede molte attenzioni (nella manutenzione, nella scelta dei ricambi, nel suo utilizzo), va viziata e vi rende un po' schiavi.
Poi, però, dà il meglio di se quando la maltrattate senza alcun riguardo. Per correre (ma solo per questo!) con lei le buone maniere non servono.

Decisamente troppo educata in “normal”, finirete per conviverci in “Sport” e il vostro benzinaio di fiducia si delizierà. Un po’ come vi delizierete voi con il suo sistema multimediale, che si connette ottimamente con il vostro smartphone.
Occhio, nei lavaggi, alla stripe adesiva del numero; tende a rovinarsi ed è un vero peccato.

Insomma, qualcuno potrebbe pensare che questa “Challenge Edition” sia stata solo un abile operazione di marketing... E forse è così...
Però a noi è piaciuta molto ed è bello che anche gli amanti di Mini (che sono i veri e fedeli promotori del Marchio Inglese) possano accedere (anche se a timidi passi, e con poche garanzie sulla tenuta del prezzo) nel mondo dorato del collezionismo.

Ciò che proprio non ci va giù, invece, è che Mini Italia abbia abbandonato così la “sua 00”. La prima. Quella che doveva rimanere li, coccolata, nella storia del marchio nazionale.
Ma si sa, a frequentare molto “modelli e fashion blogger”, beh, si finisce (inevitabilmente) per diventare volubili e, quindi, seguaci della teoria che le mode passano e portano le cose via con se...

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I don't Like

E’ vero, in MINI ognuno può costruirsi la sua JCW su misura, ma l’idea di appartenere ad una piccola elitè piace e crea assuefazione;
invitiamo, quindi, gli altri possessori italiani della Challenge Edition a contattarci, perché sarebbe carino riunirle tutte insieme.


Lifers Cool

Il 27 aprile del 2017 è nata la John Cooper Works “Petrolhead Edition”, che trae (ovviamente) come sempre ispirazione e componenti dal mondo delle corse, con l’obiettivo di creare la MINI più performante di sempre. Questa volta solo 6 esemplari, di cui la prima rimarrà a Mini Italia e sarà la "00", al prezzo di 50 mila euro. Insomma, ci sembra un po’ un clone a caro prezzo… Ma scommettete che, prima o poi, guideremo anche questa?

VIDEO

Che dite?
E se decidessimo di usarla per attraversare un fiume?

Anche tu hai un'auto che ci vorresti far provare?

(riservato a concessionari e proprietari di auto particolari)

RINGRAZIAMENTI SPECIALI

L'amico "Petrol Addicted" Carlo Alberto


Marco Longhini
Marco Longhini

Autore

Svadas

SVADAS

Fotografia

BACKSTAGE

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