TEST DRIVE MINI JOHN COOPER WORKS GP (PROVA SU STRADA)
Test Drive
New Mini
John Cooper Works
(prova su strada)
C'era molta attesa, ed anche un po' di ansia, in redazione prima di ritirare la nuova John Cooper Works.
Un po’ perché la più recente edizione della Mini presenta dei cambi "radicali", che non sempre hanno riscosso il consenso popolare ed un po' perché eravamo consapevoli che andare a "svecchiare" (ma ne aveva proprio bisogno, visto come sono schizzati i prezzi dell'usato?) un'icona così piena di fascino non era sicuramente facile.
Quindi ci siamo recati in BMW Italia sapendo che avremmo avuto una convivenza piena di sorprese.
Per sapere se sono state in maggioranza positive o negative, beh, non vi rimane che leggere il nostro test drive!
British

Devo dire che la partenza è stata ottima. La Mini ha solo 1.000 km all'attivo ed una configurazione che era proprio tra quelle che, giocando con il configuratore, avevamo scelto. Non trovate anche voi come sia elegante, in questo "British Recing Green IV", nonostante la sua anima sportiva?
Quindi, già al momento del ritiro i nostri occhi hanno assunto quella forma di cuore, che nemmeno un emoji (si, quella tra le più usate) sarebbe stata in grado di rappresentare al meglio... Mica c’è ne saremo già innamorati?
C’è da notare, inoltre, che in questa imbarazzante quantità di uscite di auto elettriche Mini sopravvive e continua ad utilizzare un motore termico per la sua versione più corsaiola, confermando l’expertise sportiva del brand.
Questo è un aspetto che non va sottovalutato (guardate cosa è capitato ad Abarth, per esempio) e merita un sonoro applauso.


Significativa evoluzione!
Fuori potrebbe sembrare nuova, ma questa generazione di F66 ha un aspetto così familiare che è meglio limitarsi a definirla una significativa evoluzione (o chiamatelo restyling) della F56, piuttosto che di un'auto completamente rivista. Un po’ come succede per una donna di successo che, se pur bella, si rifà periodicamente il trucco per rimanere sempre al passo con i tempi.
Sono poche le auto che ci riescono. Forse, con lei, la 911 o la Golf.
Il motore quattro cilindri turbocompresso (B48 BMW) è sempre quello a cui siamo abituati e utilizza il cambio automatico a doppia frizione a sette rapporti; la potenza massima rimane invariata a 231 CV, ma la coppia è aumentata e il tempo da 0 a 100 km/h diminuito.
Come ci sono riusciti?
Bella domanda... Mini non specifica da dove provenga, esattamente, questa grinta extra, ma l'esclusivo scarico potrebbe essere un fattore determinante. Idem il peso leggero, di 1.330 kg.
Inside
All'interno le novità non mancano, sia per materiali che per la particolarità del design.
Rimangono spunti classici, come la serie di interruttori a levetta, ma vengono abilmente mixati a nuovi, come un cruscotto rifinito in un
Il primo è gradevole sia alla vista che al tatto. Di notte si illumina e crea dei giochi di luce (che potete modificare a vostro piacimento) molto accattivanti. Ora bisogna solo capire come reagirà a contatto con la povere (si potrà aspirare, per pulirlo?) e con il passare del tempo quando, aprendo le portiere, si troverà ad essere a contatto molto spesso con gli agenti atmosferici esterni. Soprattutto la pioggia.
Il secondo, invece, è un piccolo capolavoro. La grafica, le funzioni e i tempi di risposta sono tra i migliori della categoria; all’inizio può essere un po’ laborioso farsi strada attraverso gli innumerevoli sottomenu. C’è veramente di tutto e di più, lì dentro.
Poi imparerete (consiglio prezioso) a personalizzare e a piazzare le opzioni che usate di più nei “preferiti”. Qui si può accedere, velocemente, anche dal tasto con l’asterisco e dalla rotellina presente sul volante. Quest’ultimo è decisamente migliorato: è leggermente più sottile e perde i tasti a sfioro per quelli fisici.


OTTIMO!
Il fatto che non ci sia più un cockpit “fisico”, davanti al guidatore, subito può lasciare disorientati.
L’Head-Up Display, però, dopo che ci fate l’abitudine non è male come soluzione alternativa. E’ sempre dove lo cercate, ossia sul parabrezza e vi lascia gli occhi fissi sulla strada, quindi dove dovrebbero essere.
Ci trovate velocità, indicazioni di navigazione e avvisi di sicurezza. Una scelta di design oggi “radicale”, che troverà (a parer mio) molti seguaci nel futuro.
Mi è piaciuto molto, inoltre, che la MINI che vedete quando stazionate in “Home” replichi i vostri “movimenti”, si possa ruotare come volete e sia configurata, esattamente, come l’avete acquistata. Sono piccole attenzioni che fanno la felicità dei clienti, nonostante molte case premium non lo abbiano ancora capito.
Interessante la posizione del caricatore wireless. Occupa poco spazio. Qualche volta, però, se asagerate nel affrontare le curve, lo smarthphone si può spostare e la ricarica interrompere.



Ti assiste, ma tu lo vuoi?
Gli ADAS fanno parte di pacchetti che potete aggiungere a vostra necessità. Sappiate solo che la JCW parte già da una base molto solida.
Odierete l’assistenza al mantenimento di corsia che, se prediligete la guida sportiva, va disattivato ogni volta che l’accendete.
Poi, se volete fare lo scratch con un pezzo preso da Spotify, dovrete iscrivervi ed accedere con un (account) MINI ID. Da quel punto in poi la vostra JCW vi riconosce (o meglio, riconosce il vostro smarthphone) non appena salite in macchina e vi fa trovare il vostro “habitat” più congeniale.
Per poter, invece, scaricare le App dallo store (anche se gratuite) va attivato un abbonamento annuale: 3 mesi sono gratuiti, poi 9,98 EUR/Mese, oppure 99,00 EUR/Anno. Riuscirete a resistere?



I plus della works
La JCW, comunque, ottiene una messa a punto unica delle sospensioni che offre un’invidiabile agilità.
Il tutto, però, va un po’ a discapito dell’uso cittadino e autostradale, dove spesso ti succede di rimbalzare sul sedile, aggrappandoti al volante; la rigidità (a volte) può stufare anche chi, come noi, la considera un plus e la ama. Manca un po’ la scelta degli ammortizzatori adattivi, abbandonata tempo fa.
Il cambio è efficace, ma non ti incoraggia a spremere ogni goccia di potenza dal motore; diciamo che fai, piuttosto, affidamento sulla coppia per tirarti fuori da una curva all'altra, in una lotta costante con te e la strada. E questo non va letto in modo negativo, ma risulta (invece) molto divertente, complici uno sterzo super veloce e un avantreno ben piantato.
Alla guida nella modalità “Go Kart” (che arriva con tanto di urlo e messaggio di “scarico di responsabilità” da accettare) il controllo del corpo è davvero molto eccitabile; aumenta la risposta della trasmissione, aggiunge peso allo sterzo e allenta l'ESC che, volendo, si può anche disabilitare completamente, accettando (nuovamente) i rischi che ne conseguono.



DOMANDA:
Mi sono chiesto, più volte, quanto sia veramente necessario acquistare una JCW e non valutare (anche) una una Cooper S... Perché scartare a priori questa interessante alternativa e risparmiare, anche, qualche soldino?
La scatola di scarico principale, compresa l'uscita ripiegata nascosta, è la stessa. Il pacchetto JCW include quasi tutte le appendici aerodinamiche dedicate, incluso lo spoiler, splitter e badge. I CV disponibili non sono pochi (204 Vs 231) e l’assetto è ugualmente rigido.
Tutti aspetti da non sottovalutare.



Uguale, ma diversa...
Ma la JCW è l'unica che ha un’uscita centrale e una valvola che si apre in caso di forte accelerazione. Ed io, a questo aspetto, mi spiace, ma non riesco proprio a rinunciare.
Inizialmente questa scelta dello scarico singolo mi aveva, anche, fatto un po’ arrabbiare. Sono sincero.
Poi (quando grazie a Mini Italia ho avuto modo di usarla e, soprattutto, guardarla per bene all’interno del nostro garage) ha iniziato a piacermi di brutto e, vi dirò, ho trovato che sia proprio un bel riferimento alle classiche Mini da rally.
Certo, sicuramente qualche preparatore ci metterà una pezza e lo renderà visibile anche sulla Cooper S... Ci scommetto... Ma richiederà tempo ed un ulteriore esborso... Oltre che il rischio di invalidare la garanzia.
E questa cosa potrebbe diventare molto noiosa da affrontare...
Poi, magari dopo che è scaduta, si troverà anche il modo di rendere il sound un po' più interessante.
Quindi lo voglio. PUNTO!
Insomma, la cosa più importante per me rimane l'esperienza di guida che, da oltre sei decenni ci trasmette il “go-kart feeling” e, sicuramente, anche la F66 da questo punto di vista non delude, soprattutto se raffrontata al panorama delle offerte odierne!
Anzi, vi dirò: ricorda dinamicamente molto l’ultima GP, ad un prezzo decisamente più accessibile.
Cosa chiedere di più?

I don't Like
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Secondo voi, potevamo evitare di mostrarvela, insieme ad altre curiosità?
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