Singer e la 911 Cabriolet: aria fresca per un’icona
Se ami le Porsche 911 e ti piace sentire il vento tra i capelli, siediti perché questa notizia fa venire voglia di guidare a finestre aperte anche in inverno.
Singer Vehicle Design, la casa californiana specializzata nel restauro e nella reinterpretazione delle 911 ad aria raffreddata, ha appena svelato la sua ultima creazione: la . E come al solito, hanno fatto le cose in grande.

Il punto di partenza è una storia affascinante. Negli anni ’80, Porsche offriva la Carrera Cabriolet in una versione wide-body, con le carrozzeria larga tipica della 911 Turbo ma con il motore aspirato. Era una configurazione rara, sportiva e visivamente spettacolare.
Singer si è ispirata esattamente a quella vettura per costruire la propria versione del 2026, che potremmo definire “quella stessa macchina, ma come sarebbe se la costruissero oggi con tutto ciò che sappiamo“.

Il motore è una meraviglia ingegneristica. Singer, in collaborazione con Cosworth, ha sviluppato un 6 cilindri boxer aspirato da 4.0 litriv con 420 CV, 4 valvole per cilindro e distribuzione variabile. La curiosità tecnica più interessante? Le teste dei cilindri sono raffreddate ad acqua, mentre i cilindri restano raffreddati ad aria — una soluzione ibrida che prende il meglio da entrambi i mondi. Il tutto gira fino a oltre 8.000 giri al minuto, abbinato rigorosamente a un cambio manuale a 6 marce.

Uno degli elementi più originali di questa Cabriolet è il nuovo meccanismo della capote, definito a “pattern a Z”. È leggero, semplice da usare e — cosa rara tra le decappottabili — mantiene una silhouette pulita ed elegante sia con il tetto aperto che chiuso. La carrozzeria, tutta in fibra di carbonio, riprende le forme wide-body di ispirazione anni ’80, con il muso basso, i parafanghi allargati e la possibilità di scegliere tra il classico spoiler “whale tail” o un’ala a velocità variabile.

Nonostante l’estetica vintage, sotto pelle c’è tanta tecnologia contemporanea: ABS, controllo della trazione e stabilità sviluppati con Bosch, ammortizzatori a quattro regolazioni con controllo elettronico, freni carboceramici e pneumatici Michelin Pilot Sport di ultima generazione. Cinque modalità di guida (Road, Sport, Track, Off e Weather) lasciano al guidatore la scelta di quanto lasciare intervenire l’elettronica.
Il processo inizia quando il proprietario di una Porsche 911 di Tipo 964 consegna la propria auto a Singer. Da quel momento, la vettura viene completamente smontata fino al telaio, rinforzata, e poi ricostruita pezzo per pezzo secondo le specifiche del proprietario: colore, pelle, cuciture, sedili, configurazione meccanica. Niente è standard. È un’auto fatta su misura, letteralmente. Singer ha già mostrato due esemplari di riferimento: uno in Pacific Blue con interni in Tangerine, pensato per chi ama viaggiare con stile; l’altro in Guards Red con interni Ink, per chi preferisce l’approccio più sportivo.

La produzione sarà limitata a soli 75 commissioni nel mondo.
Il prezzo? Dipende dalla specifica, ma stiamo chiaramente parlando di una categoria dove il budget non è il primo pensiero dell’acquirente. Per chi ama le 911 nella loro forma più pura — aspirata, manuale, a cielo aperto — questa è probabilmente l’auto più desiderabile annunciata nel 2026. Singer ha ancora una volta dimostrato che il passato, se rilavorato con passione e competenza, può battere qualsiasi cosa di nuovo.

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