Rubicon Trail, l’iconico tracciato Americano dedicato all’offroad

Il Rubicon Trail è uno dei tracciati per il fuoristrada più famosi ed impegnativi al mondo – ha infatti ottenuto un punteggio pari a 10 (equivalente alla massima difficoltà) in una scala da 1 a 10 – ed è noto come l'”antesignano di tutti i percorsi off-road”.
Non solo, nel 2003 ispirò la versione Rubicon, la più abile nella guida off-road della gamma Wrangler e che ne porta appunto il nome. Per tutte queste caratteristiche da decenni la storia del marchio Jeep è legata in modo speciale a questo percorso.

Era il 1953, quando una comitiva di circa 150 amici si avventurò a bordo di veicoli Jeep sull’accidentato tracciato granitico, che attraversava le montagne della Sierra Nevada, per raggiungere il lago Tahoe in California. Inizialmente aperto per sostenere l’economia delle comunità locali, il percorso divenne il punto di ritrovo per la prima traversata ufficiale del Rubicon Trail a bordo di modelli Jeep proprio negli anni in cui si stavano trasformando da veicoli da lavoro in fedeli compagni di avventura e di viaggio.
Nasceva così il primo “Jeep Jamboree“, il più classico dei raduni a stelle e strisce pensato principalmente per mettere in risalto le emozioni che si provano entrando a far parte della grande famiglia Jeep.

Jeep Wrangler JL Rubicon Trail 2018

Il Rubicon Trail è lungo 35 km ed è composto da un tratto stradale e da uno sterrato per la guida in 4×4. Si chiama McKinney-Rubicon Springs Road il tratto del tracciato che meglio si è conservato negli anni e che ha inizio a Georgetown, in California, un villaggio della Gold Country. Dal 1890 al 1920, la McKinney-Rubicon Springs Road fu inaugurata per consentire alle diligenze di accedere agli alberghi di Wentworth Springs e Rubicon Springs. La parte sterrata del tracciato inizia in una località vicina al lago Loon, è lunga circa 19 km,  attraversa in parte la foresta nazionale di El Dorado e si snoda tra massi imponenti, superfici rocciose ed enormi lastre di pietra granitica ed è caratterizzato da ripide inclinazioni e brusche discese.

Jeep Wrangler JL Rubicon Trail 2018

Il percorso in fuoristrada si conclude sulla riva meridionale del lago Tahoe dove, poco lontano dallo specchio d’acqua, è necessario guadare il fiume “Rubicone”, nome dato dai primi coloni in omaggio al torrente che Giulio Cesare attraversò nel 49 AC al confine con la Gallia Cisalpina. Infatti, prendendo ispirazione da quella vicenda storica, il termine “Rubicone” sta proprio a indicare un “punto di non ritorno”, ovvero un limite che, se superato, determina un corso inevitabile degli eventi.
Dal 1950 ad oggi, il Rubicon Trail è stato utilizzato dagli appassionati di fuoristrada come location ideale per intraprendere emozionanti avventure off-road a bordo dei veicoli Jeep. Inoltre, da oltre 40 anni, il Rubicon Trail viene utilizzato dagli ingegneri Jeep per migliorare le capacità off-road dei SUV Jeep e per sviluppare nuovi modelli e nuove tecnologie.

Ad esempio, l’utilizzo di tracciati come il Rubicon Trail si è rilevato fondamentale per introdurre importanti innovazioni nella gamma, come dimostrano il riduttore Rock-Trac® 4:1, il sistema Quadra-Drive II®, i bloccaggi Tru-Lok®, il sistema di disconnessione della barra stabilizzatrice anteriore, le piastre di protezione sottoscocca, l’assale anteriore Dana 44, le sospensioni multi-link, il sistema BLD (Brake lock differential della nuova generazione Wrangler) e il paraurti anteriore e posteriore in acciaio presenti nei modelli Rubicon.

Jeep Wrangler JL Rubicon Trail 2018

Il risultato finale è la Wrangler più performante di sempre nella guida off-road. La gamma di motorizzazioni della nuova Wrangler è stata arricchita con l’introduzione di due importanti novità – un turbo diesel da 2,2 litri e un turbo benzina da 2,0 litri. Entrambe le nuove motorizzazioni sono abbinate al cambio automatico a otto marce, novità assoluta per la gamma Wrangler.

Paolo Olivero

Paolo Olivero

Torinese, dopo un bel po’ di corse (rally, soprattutto) e qualche sporadico risultato apprezzabile, come molti ex piloti frustrati è divenuto giornalista. Di motori, off course. Nato e cresciuto professionalmente con TuttoRally (non poteva essere diverso), è stato direttore dei mensili “La mia Auto” e “La mia 4x4”, peraltro suoi progetti editoriali. Recentemente passato in video, è autore e conduttore di “Garage TV”, ma si occupa anche di formazione per le reti di vendita (del settore auto, ovvio) nonché di corsi di guida sicura e sportiva, soprattutto su ghiaccio, settore nel quale è uno tra i più esperti (cioè dei più vecchi…) istruttori. Per Paolo le vetture si dividono in tre categorie: le trazioni posteriori (quelle da guidare), le 4x4 (quelle con le ridotte per arrivare là dove nessun umano è mai giunto prima) e le trazioni anteriori (buone soltanto per andare a far la spesa). Punto.