Omicidio stradale, bene la legge però…

Lo dico subito a scanso di equivoci: una legge in materia di omicidio stradale andava fatta perchè sono anni che l’aspettavamo…
La aspettavano i familiari delle vittime della strada, la aspettava qualunque persona con un minimo di senso civico, visto quello che succede ad opera di chi si mette al volante quando non dovrebbe.
Però qualcosa andava fatto diversamente, proprio per quel bisogno di onestà e civiltà che una legge deve garantire.

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COSA PREVEDE LA LEGGE
 entrata in vigore lo scorso 25 marzo, la rende l’omicidio stradale un reato a se stante, con pene calibrate a seconda della gravità e delle conseguenze provocate.
• Nella versione “base”, la legge prevede una pena da 2 a 7 anni se viene causata la morte di una persona a seguito di una violazione del codice della strada.
• Se però chi provoca la morte di una persona è in stato di ubriachezza (più di 0,8 grammi di alcool per litro di sangue) o ha causato l’incidente per condotte pericolose (eccesso di velocità, inversioni o sorpassi pericolosi, infrazioni ai semafori e guida contromano), la pena aumenta al periodo compreso tra i 5 e i 10 anni.
• Per i casi ancora più gravi, cioè con tasso alcolemico oltre 1,5 g/l e guida sotto effetto di stupefacenti, le pene sono ancora più severe e vanno dagli 8 ai 12 anni di carcere. Questa pena viene applicata anche ai conducenti di camion e autobus che abbiano causato la morte di una persona un tasso alcolemico di 0,8 g/l.
Tutte le pene vengono aumentate della metà se a perdere la vita nell’incidente è più di una persona.

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La legge appena varata riguarda anche le lesioni, oltre che la procurata morte:
• Se un automobilista provoca lesioni a seguito di manovre pericolose con un tasso alcolemico fino a 0,8g/l, la pena prevista va da 1 anno e 6 mesi a 3 anni per lesioni gravi e da 2 a 4 anni per lesioni gravissime.
• Se invece l’automobilista ha un tasso alcolemico superiore a 0,8g/l oppure è drogato le pene vanno da 3 a 5 anni per le lesioni gravi e da 4 a 7 anni per le lesioni gravissime. Anche per le lesioni, i conducenti di mezzi pesanti rischiano la pena massima anche con tasso alcolemico inferiore a 0,8 g/l.

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Aumentano le pene anche per chi fugge dopo aver causato un incidente, in questo caso la pena viene aumentata da un terzo a due terzi e non può comunque essere inferiore ai 5 anni per omicidio e 3 per lesioni.
Sono previste aggravanti anche per chi provoca morte o lesioni ponendosi alla guida senza patente o senza assicurazione.
Se, invece, l’incidente è avvenuto anche per colpa della vittima, la pena del conducente incriminato viene diminuita della metà.
Al conducente riconosciuto responsabile viene automaticamente revocata la patente per 5 anni (lesioni) o 15 anni (omicidio), dopo tali periodo potrà sostenere di nuovo l’esame di guida.
Se però il conducente responsabile è fuggito dopo l’incidente, dovrà attendere 30 anni per poter conseguire di nuovo la licenza di guida.

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LE PERPLESSITA’:
Fin qui, dunque, le novità introdotte dalla legge sull’omicidio stradale.
 Una legge nata a furor di popolo, visti i tanti incidenti con vittime ma, soprattutto, vista la sostanziale impunità garantita fino ad ora dalla legge italiana.
Un buco legislativo che ha permesso a troppe persone di farla franca dopo aver provocato morti e feriti guidando in maniera imprudente o – peggio sotto l’effetto di alcool e droga.
 Sono nati comitati di vittime e di familiari di vittime della strada, per non dimenticare e per ricordare quanto la prevenzione e la repressione siano necessari per garantire sicurezza e giustizia agli utenti della strada, siano essi pedoni, ciclisti o automobilisti.

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Però, bisogna dire che la legge qualche difetto ce l’ha!

Forse, perché nata sotto la spinta dell’opinione pubblica che non ne poteva più di attendere una legge promessa da anni.

Facciamo qualche esempio:
• Un automobilista, perfettamente sobrio e con uno storico senza macchia, che causa un incidente con lesioni gravi per disattenzione, viene punito con la revoca della patente fino a 5 anni al pari di un ubriaco o di un drogato.
• Per “lesioni gravi”, il Codice intende quelle lesioni che impediscono lo svolgere delle occupazioni ordinarie per un periodo superiore ai 40 giorni. E in un paesi di furbi come l’Italia, il rischio è quello di veder appiedati la maggior parte degli automobilisti.
• Nonostante le statistiche dimostrino la crescente pericolosità dell’uso di telefoni mentre si guida, la nuova legge li esclude a priori tra le cause d’incidente insieme alle cuffie musicali.
• Inoltre, non considera “comportamenti pericolosi” che possano far scattare l’accusa di lesioni o omicidio stradale alcune pessime abitudini, come la mancata precedenza, il mancato rispetto dello “Stop”, il mancato utilizzo delle cinture di sicurezze o delle lenti da vista e il superamento dei periodi di guida giornalieri per i conducenti professionisti.

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Insomma, pur condividendo assolutamente la volontà del legislatore di inasprire le pene per chi provoca incidenti come conseguenza di abuso di alcool e droga o di guida pericolosa, credo sia necessario correggere alcune “sbavature” per rendere la legge corretta ed equa.

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Nella speranza, ovviamente, di veder finalmente diminuire il numero delle vittime della strada!

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Andrea Tartaglia

Classe 1978, già tenera età riconoscevo un' auto dal suono del motore. Con il tempo ho coronato il mio sogno: lavorare nel mondo dell'Auto, ne ho vendute talmente tante che credo di aver perso il conto. Oggi invece scrivo, coltivando così le altre mie passioni: la Scrittura e il Digital. Racconto il mondo delle quattro ruote "dietro le quinte", quello che un normale cliente non vede quando acquista una macchina. Cerco di immaginare il futuro: cosa guideremo domani e come lo acquisteremo? Faccio sempre volentieri ad un bel test Drive e mi piace valutare il lato emozionale di un'automobile, perchè ognuna ha una storia da raccontare.