Luce: la Ferrari elettrica divide il mondo (e affonda in borsa)

Chapeau a Maranello. Perché portare avanti un’idea così divisiva — la prima Ferrari completamente elettrica, LUCE — richiede una certa dose di faccia tosta. E di visione.
Ma ragionandoci, i motivi ci sono, e sono tutti abbastanza furbi. Il primo è quasi un atto di stile: mentre Lamborghini e altri hanno fatto marcia indietro sui loro programmi EV, Ferrari ha tirato dritto. Andare controcorrente, per Maranello, è quasi un riflesso condizionato.

Il secondo è più cinico, e probabilmente più vero: c’è da scommettere che la Luce non sarà un’auto che si compra da sola. Sarà il biglietto d’ingresso per qualcosa di più esclusivo — una serie limitata, una priority list, un accesso privilegiato. Ferrari ha sempre saputo come far sembrare obbligatorio ciò che è desiderabile.
Il terzo, invece, è una questione di carattere. Fin dai tempi di Enzo Ferrari, l’umiltà a Maranello non è mai stata esattamente di casa. Fare un passo indietro sull’elettrico avrebbe richiesto una bella dose di quella merce rara. E Ferrari, semplicemente, non l’ha voluto fare. Risultato?
La prima Ferrari completamente elettrica della storia ha fatto esattamente quello  che ci si aspettava da una mossa così radicale: ha spaccato l’opinione pubblica in due. Anzi, forse in tre.

Luce: la prima Ferrari elettrica divide il mondo (e affonda in borsa)

E siccome noi non siamo stati invitati alla presentazione, dobbiamo fidarci di quanto hanno espresso i nostri colleghi, guardando soprattutto fuori dai confini italiani (dove, si sa, se dici la verità, poi “sei fuori“), guardando alla stampa internazionale che l’ha analizzata con occhi diversi — e spesso con molta, molta onestà.
Ma, prima di tutto, se ancora non lo sapete, vi spieghiamo cos’è: La Ferrari Luce è una berlina-liftback a cinque posti e cinque porte, con quattro motori elettrici indipendenti e una potenza complessiva di oltre 1.100 CV. La batteria da 122 kWh è sviluppata con SK On e l’autonomia dichiarata supera i 530 km WLTP. Il prezzo? 550.000 euro — 640.000 dollari — per un’auto che è una partenza radicale dal DNA di Maranello, sviluppata anche con l’aiuto dell’ex chief designer di Apple, Jony Ive.

Luce: la prima Ferrari elettrica divide il mondo (e affonda in borsa)

Chi era presente a Roma per il reveal ha descritto quasi universalmente la stessa sensazione di straniamento iniziale. Fred Lambert di Electrek, invitato da Ferrari stessa, è stato diretto: “La prima volta che vedi la Luce di persona, ci vuole qualche secondo per realizzare che stai guardando una Ferrari. Senza il cavallino rampante e la classica Rosso Corsa, dubito che uno su tre indovinerebbe il marchio correttamente“. Quindi non è solo una questione “di elettrico”. Il fatto che questa sia la prima Ferrari a cinque posti e la prima berlina ha molto più a che fare con il disorientamento cognitivo che il powertrain in sé.
Tim Levin di InsideEVs aggiunge una nota interessante sul design: “Le linee precise e il design pulito della Luce le danno una sensazione da tech-product, simile a quella di una Tesla o una Rivian“. Per una Ferrari, capirete, non è esattamente un complimento per i puristi.

Personalmente, il muso non mi piace per niente. Non è sexy e nemmeno provocante. Decisamente meglio il posteriore ma, soprattutto, per via di quel richiamo ai fari (dalla bellezza e la chiarezza formale) della 360 Modena e della 458 Italia.
L’interno mi piace molto. Un vero trionfo: c’è un touchscreen centrale, ma la Luce è ricca di interruttori soddisfacenti e toggle cliccanti per le modalità di guida, i tergicristalli, la climatizzazione e altro ancora. Il risultato appare pulito, moderno e — sì — distintamente Apple. Ed io sono, da sempre, un “mela dipendente”.
Diciamo, comunque, che l’idea di affidare il design della Ferrari Luce a LoveFrom, collettivo di design diretto da Jony Ive e Marc Newson, quindi ad una matita esterna al Ferrari Design Studio diretto da Flavio Manzoni, ha permesso di portare uno sguardo nuovo, ma (pensando malignamente) anche a mettersi un po’ più al sicuro sulle future critiche.

Insomma, è semplicemente sconcertante che un’azienda così storica, con una ricca tradizione di auto bellissime e potenti, abbia presentato qualcosa che molti hanno dichiarato di non apprezzare. E questa non è una semplice diceria, visto che le azioni Ferrari a Milano hanno chiuso con un crollo dell’8,4%, mentre quelle quotate a New York perdevano il 5,7%. Il mercato ha risposto con i piedi — o meglio, con le vendite. Una delusione estetica, che si aggiunge alle preoccupazioni significative sull’espansione della gamma verso i modelli elettrici. Ma la critica più clamorosa arriva da casa: Luca Cordero di Montezemolo, che ha ricoperto vari ruoli di vertice in Ferrari per oltre vent’anni, ha definito il nuovo modello un tradimento della storia di Ferrari e ha dichiarato: “Spero che tolgano il cavallino rampante da quella macchina”.

Luce: la prima Ferrari elettrica divide il mondo (e affonda in borsa)

Anche sul piano delle specifiche EV pure, la Luce non brilla in assoluto. I 530 km di autonomia WLTP e la ricarica a 350 kW non sono numeri spettacolari in sé — soprattutto in un mondo dove 400 miglia di autonomia EPA e ricarica a 400 kW stanno diventando lo standard di lusso per BMW e Porsche. La nuova Mercedes-AMG GT, per esempio, vanta oltre 1.000 CV, ricarica da 600 kW (inedita negli USA) e 700 km di autonomia WLTP. Ferrari ha risposto che non era quello l’obiettivo — ma è comunque un punto che gli appassionati di EV difficilmente ignorano.
Non mi esprimo sul sistema sonoro, che è probabilmente la vera innovazione. Ma se Ferrari ha dedicato cinque anni e 40.000 km di test per svilupparlo, potrebbe essere abbia raggiunto un buon risultato.

In sintesi, Ferrari Luce apre un nuovo capitolo nella storia del Cavallino Rampante. E non credo basterà un ciclo feroce sui social media per convincere il consiglio di amministrazione che la scommessa sull’EV è stata un errore. Maranello vende tutto quello che produce, comunque. E il fatto che se ne parli in tutto il mondo, tra polemiche, meme e crolli in borsa, è già di per sé un risultato che Maranello saprà usare. Nel bene o nel male.

Le prime consegne sono previste per ottobre 2026. Poi si vedrà.

Marco Longhini

Giornalista iscritto all'Ordine, insegue da sempre (creando strani incastri) le sue due più grandi passioni, AUTO e MUSICA. Ha partecipato a numerosi corsi di guida performance e si definisce un "car addicted"; a differenza di molti colleghi, però, è più interessato ai pregi e difetti con la loro convivenza, che alla quantità di fumo che sono in grado di generare dalle ruote posteriori. Vive nell'eterno dilemma: "lusso o prestazioni" ? Fondatore del Lifersblog (ora casa di villeggiatura) si augura diventi presto il suo domicilio principale...