Lola T70 è tornata: 500 CV, V8 americano e targhe stradali

Sì, avete letto bene.

C’è un nome che chiunque ami le corse storiche conosce a memoria: Lola T70. Una bestia degli anni ’60, protagonista di duelli epici nelle gare endurance, capace di umiliare Ferrari, Ford e Porsche. Bene, quella macchina è ufficialmente tornata — e questa volta può girare anche su strada.

Lola T70 è tornata: 500 CV, V8 americano e targhe stradali

Un po’ di storia (per chi non la conoscesse)

La Lola T70 Mk3B è la macchina che nel 1969, alla 24 Ore di Daytona, vinse con il Team Penske ottenendo addirittura una doppietta. Disegnata dal leggendario Eric Broadley nel 1965, era il sogno dei piloti privati: veloce, cattiva, con un V8 americano che urlava come nessun altro. Steve McQueen era un fan. Basta così.

Chi ha resuscitato il marchio?

La Lola originale è andata in bancarotta nel 2012, ma è stata riportata in vita un decennio dopo dal pilota britannico Till Bechtolsheimer, che ne ha rilevato i diritti nel 2022. Da allora il brand ha già fatto parlare di sé con un programma in Formula E in partnership con Yamaha. Ma il progetto più emozionante è proprio questo: la T70S.

Lola T70 è tornata: 500 CV, V8 americano e targhe stradali

Due versioni, un’unica anima

Lola ha presentato due varianti della nuova T70S:

T70S (solo pista): equipaggiata con il V8 Chevrolet da 5.0 litri e il cambio Hewland a 5 marce — gli stessi usati sull’auto originale. Eroga 530 CV, pesa appena 860 kg a secco e scatta da 0 a 100 km/h in 2,5 secondi, con una velocità massima di 327 km/h. Ogni esemplare sarà consegnato con le carte FIA HTP (Historic Technical Passport), rendendola completamente omologata per le gare storiche.

T70S GT (stradale): monta un V8 Chevrolet aspirato da 6.2 litri abbinato a un cambio Hewland manuale a 6 rapporti, eroga 500 CV e pesa 890 kg a secco — un rapporto peso/potenza da 562 CV/tonnellata, alla pari con la Lamborghini Revuelto. Top speed: 322 km/h, 0-100 in 2,9 secondi.

Il cambio: un dettaglio geniale

La versione stradale utilizza un sistema shift-by-wire che mantiene il classico selettore a H con tanto di pedale della frizione, ma aggiunge una tecnologia elettronica che gestisce sincronizzazione di giri e marce in modo invisibile — un po’ come la soluzione adottata sulla Koenigsegg CC850.
Il risultato? Guidi con le mani e i piedi come si faceva negli anni ’60, ma senza le insidie di un Hewland classico per strada.

Lola T70 è tornata: 500 CV, V8 americano e targhe stradali

Sostenibile? Sì, davvero.

Qui arriva la sorpresa più grande. La carrozzeria è realizzata con il Lola Natural Composite System (LNCS), un materiale brevettato che combina fibre naturali di origine vegetale e fibre di basalto, con una resina completamente rinnovabile derivata dagli scarti della lavorazione della canna da zucchero. Zero petrolchimici. E non è solo marketing: il materiale risulta più resistente della vetroresina tradizionale.

Anche il magnesio utilizzato viene estratto dall’acqua di mare tramite elettrolisi alimentata ad energia solare — una prima assoluta nel settore automotive — riducendo le emissioni di CO₂ del 54% rispetto ai processi produttivi convenzionali.

L’abitacolo: zero schermi, massima purezza

Entrambe le versioni condividono la stessa architettura dell’abitacolo: seduta bassa, leva del cambio alla destra del pilota, strumenti analogici. Nessun touchscreen. La T70S GT aggiunge l’aria condizionata, qualche vano portaoggetti e un piccolo bagagliaio per “un bagaglio modesto” — abbastanza per un casco, diciamo.

Quanto ne faranno?

Solo 16 esemplari in totale, costruiti nella sede Lola a Silverstone. Il prezzo non è ancora stato annunciato ufficialmente, ma Bechtolsheimer ha lasciato intendere che si collocherà tra il valore di un T70 originale in condizioni eccellenti e una cifra accessibile per il segmento supercar di fascia alta.

Vale la pena?

Se siete il tipo di persona che trova i moderni hypercar troppo sterili, troppo digitali, troppo distanti dal piacere di guida vero — questa potrebbe essere la vostra macchina ideale. Un V8 aspirato che urla, un cambio manuale, carrozzeria naturale e un pedigree da leggenda delle corse. Difficile chiedere di più. La Lola T70 non è tornata per nostalgia. È tornata per ricordarci come si fa.

Hai mai visto una Lola T70 originale dal vivo? Raccontacelo nei commenti!

redazione

Tutti vogliamo che la vita sia meno "grigia metallizzata" e torni il capriccio di sognare a colori; cosa c'è, di meglio, di un bel rombo di un motore?