Autovelox & C., la palude dei ricorsi…

Si fa un gran parlare d’Europa e di allineamento dell’Italia con gli Stati civilmente più evoluti dell’Unione… Riguardo a questo importante e assai discusso argomento ci sarebbe parecchio da dire – anche di molto serio – ma non è questa la sede. Restando comunque in ambito continentale, andiamo però ad occuparci delle differenze tra alcuni Paesi per quanto riguarda il rispetto nei confronti del cittadino in quanto automobilista

Autovelox & C., la palude dei ricorsi…

Orbene, circa un anno fa mi trovavo a viaggiare in Francia con altre due persone sull’autoroute che va dal traforo del Frejus verso Lione: alla guida non ero io, ma un collega dal piede un po’ pesante, il quale – nonostante i miei bonari quanto insistenti avvertimenti – si ostinava a marciare intorno ai 150 km/h… Arrivati nei pressi di Chambery (dove il limite scende da 130 a 110), quasi come eco ai miei moniti, fummo affiancati da due motociclisti della Géndarmerie, che – facendoci segno di seguirli – ci scortarono fuori dell’autostrada, guidandoci in una piazzola però posizionata nella giusta direzione per riprendere il nostro viaggio. Qui, mostrato al conducente il display della pistola laser con chiaramente immortalata la coda della nostra auto, accompagnata dalla preoccupante cifra digitale 150 km/h, cortesemente fecero notare a “Piede Pesante” che doveva sborsare 90 euro, e che la sua patente sarebbe stata segnalata nel loro computer centrale… Questo perché – in caso di recidiva – la successiva sanzione per lui sarebbe stata di 400 euro. Irremovibili, ma chiari, gentili e precisi. Così come la contravvenzione: giusta per causa, ragionevole nel costo, immediata e inequivocabile, e con la corretta funzione deterrente verso eventuali future “distrazioni”.

Autovelox & C., la palude dei ricorsi…

Circa tre anni fa, invece, mi arrivò dall’Ufficio Stampa di Volkswagen Group la copia di un verbale per eccesso di velocità – infrazione rilevata in Germania neanche due settimane prima (tenete a mente questa tempistica), durante la presentazione/prova stampa dell’allora nuova Golf GTi Cabrio – accompagnato da tre fotografie della vettura, che ne riprendevano tutte la parte frontale (altro particolare da ricordare), con ben visibili sia la targa che i volti delle due persone sedute ai posti anteriori. La gentile addetta stampa VW voleva giustamente da me una conferma su chi – tra il sottoscritto e il collega con cui avevo condiviso la prova della Golf – fosse alla guida in quel momento. Per mia fortuna io stavo visibilmente sonnecchiando sul sedile di destra…

Autovelox & C., la palude dei ricorsi…

E veniamo all’Italia. Il 23 luglio del 2013, durante un tranquillo viaggio con la mia vecchia piccola spider, ebbi la ventura di attraversare il territorio del Comune di Ficarolo, in provincia di Rovigo. Qui, almeno secondo un’apparecchiatura solo “approvata” ma mai omologata dal competente Ministero, pare (e sottolineo pare, perché io non ci credo, ed ho le mie buone ragioni) che sia sfrecciato a ben 86,000 km/h in un tratto di provinciale dove il limite era di 70 km/h… Questo ebbi a scoprirlo oltre due mesi dopo (!), quando mi arrivò a casa il relativo verbale (“tempestivamente” accertato il 4 settembre, spedito il 30 settembre e giuntomi il 3 ottobre!) nel quale mi si chiedeva anche di confermare chi fosse alla guida, dato che vi erano in ballo pure 3 punti patente (grazie ad uno scarto di ben 800 metri/h…), ma senza alcuna foto per dar modo di verificarlo. Non sto a dirvi le peripezie, la farraginosa burocrazia da affrontare, i costi che ho dovuto sostenere per i ricorsi e per le trasferte da Torino a Rovigo per le udienze… Non starò a raccontarvi degli errori formali contenuti nei vari atti giudiziari che mi sono arrivati (tanto, pare che quelli commessi da “loro” non contino), del fatto che – pur essendo, “loro”, a due passi – alle udienze dal Giudice di Pace di Rovigo non si sia mai presentato nessuno della Prefettura di Rovigo (cui mi ero già, invano, rivolto).

Autovelox & C., la palude dei ricorsi…

Vi dirò soltanto di fare molta attenzione a come compilate i ricorsi: innanzi tutto, la prova fotografica va esplicitamente richiesta, e non quando si presenta il ricorso, bensì appena ricevuto il verbale, e solo all’”Ente Accertatore“ (dopo non vale più: forse scade, come lo yogurt…); poi, tenete presente che tale foto (sempre che ve la forniscano), è solo da tergo, quindi non è possibile vedere chi è alla guida… Questo per ragioni di privacy! Già, perché oggi, che tracciano ormai anche la carta igienica che compriamo, per “tutelare la nostra privacy” non ci fanno vedere chi era alla guida della nostra auto al momento di commettere un’infrazione… Forse per tutelare il ladro, nel caso ce l’avesse appena rubata. E a nulla è valso il far notare che, trattandosi di una spider – in quel momento sicuramente a capote aperta – la foto anche da tergo mi avrebbe comunque permesso di distinguere chi – tra me e mio figlio che era in viaggio con me – stava guidando in quel momento…

Autovelox & C., la palude dei ricorsi…

E così, anche se dovessi spuntarla per il presunto eccesso di velocità, resterebbe la contravvenzione (nel frattempo raddoppiata, ovviamente) per la mancata dichiarazione di chi era alla guida, perché le due cose viaggiano separatamente… Inutile dire che tutti questi paludosi cavilli legali non vi vengono né segnalati, né – tanto meno – spiegati nei verbali… Chissà come mai? La legge non ammette ignoranza, anche quando è così poco sensata e tanto contorta da imporre pure ad un avvocato di documentarsi per poter correttamente compilare un ricorso per una banale contravvenzione stradale… Sarà pure la legge (ma se è assurda, perché non cambiarla?), ma la Giustizia e il rispetto del cittadino, dove sono?
Forse solo all’estero…

Autovelox & C., la palude dei ricorsi…

Insomma, in questa kafkiana vicenda, se avessi dichiarato “a caso” (a rischio di non dire la verità) chi guidava e avessi fatto ricorso attaccandomi soltanto agli errori formali, l’avrei spuntata senza costi e senza lunghe trasferte.
Ma ho voluto essere corretto e onesto… Così imparo.

Paolo Olivero

Paolo Olivero

Torinese, dopo un bel po’ di corse (rally, soprattutto) e qualche sporadico risultato apprezzabile, come molti ex piloti frustrati è divenuto giornalista. Di motori, off course. Nato e cresciuto professionalmente con TuttoRally (non poteva essere diverso), è stato direttore dei mensili “La mia Auto” e “La mia 4x4”, peraltro suoi progetti editoriali. Recentemente passato in video, è autore e conduttore di “Garage TV”, ma si occupa anche di formazione per le reti di vendita (del settore auto, ovvio) nonché di corsi di guida sicura e sportiva, soprattutto su ghiaccio, settore nel quale è uno tra i più esperti (cioè dei più vecchi…) istruttori. Per Paolo le vetture si dividono in tre categorie: le trazioni posteriori (quelle da guidare), le 4x4 (quelle con le ridotte per arrivare là dove nessun umano è mai giunto prima) e le trazioni anteriori (buone soltanto per andare a far la spesa). Punto.